
Per la casa
In casa, senza rete e senza account.
Un dispositivo portatile e autonomo. Assegna un colore a ogni voce e segnala con la luce i suoni che sfuggirebbero.
In salotto, in cucina, in giardino
Una conversazione tra più persone, resa leggibile.
Il dispositivo distingue le voci e assegna a ciascuna un colore. In una conversazione a tre o a quattro non serve indovinare chi ha detto cosa: si vede.
I LED RGB segnalano i suoni ambientali che si perdono più facilmente — il campanello, un pianto, un allarme, l'acqua che scorre. Il colore indica il tipo di suono, e l'indicazione è sempre accompagnata dalla descrizione sullo schermo.
Batteria integrata, un pulsante, nessuna configurazione. Si accende e funziona: non c'è un account da creare, una rete da configurare o un'app da collegare.
Rendering di progetto. Il design del dispositivo è in fase di definizione: forma, materiali e interfaccia possono cambiare.
Cosa fa
Quattro cose, fatte bene.
Un colore per ogni voce
La segmentazione dei parlanti assegna un colore stabile a ciascuna voce per tutta la conversazione.
I suoni che sfuggono
Campanello, pianto, allarmi, acqua che scorre: segnalati dai LED e descritti sullo schermo.
Autonomo
Batteria integrata e un solo pulsante. Si sposta da una stanza all'altra e continua a funzionare.
Edge AI a bordo
I modelli girano sul dispositivo. Non serve il Wi-Fi, tantomeno internet: niente account, niente login, nessuna rete da configurare.
In evoluzione
Suoni ambientali
Un sensore nella stanza in cui il suono succede.
Un cubo da sei centimetri, senza rete e senza account. Un microcontrollore riconosce a bordo i suoni dell'ambiente — ESR, environment sound recognition — e le quattro pareti si accendono con l'icona del suono riconosciuto: da qualunque lato lo si guardi, si legge.

Cameretta
Il bambino piange
Il cubo riconosce il pianto e accende il volto su tutte e quattro le facce. Si vede dalla porta, senza entrare e senza accendere la luce.

Bagno
L'acqua che scorre
Un rubinetto lasciato aperto è un suono che si perde. Il cubo lo riconosce e lo mostra come goccia, con un colore diverso.

In evoluzione
Microfoni a clip
A cena in otto, ognuno con il suo colore.
Quando parlano in molti, la sola voce non basta a separare gli interventi. Un microfono a clip per persona porta ogni voce sul proprio canale — e ogni canale ha il suo colore.
- Ogni clip si assegna a una persona: sullo schermino restano il colore scelto e, se si vuole, il nome. Sul dispositivo gli interventi compaiono con lo stesso colore.
- La segmentazione dei parlanti smette di essere una stima: il canale dice già chi ha parlato, anche quando due persone si sovrappongono o la stanza è rumorosa.
- Restano accessori. Il dispositivo per la casa funziona anche senza: i clip si aggiungono quando servono, uno alla volta.
Rendering di concetto su hardware di riferimento (reSpeaker Clip, Seeed Studio). La scelta del componente non è definitiva e i microfoni a clip non fanno parte dell'offerta attuale.
Privacy
L'audio non lascia mai il dispositivo.
L'elaborazione avviene dove avviene la conversazione. In casa: sul dispositivo, con AI a bordo su piattaforma Qualcomm DragonWing.
Funziona senza rete. Non c'è un servizio a cui collegarsi, quindi non c'è niente da trasmettere.
Non serve solo a chi ha una perdita uditiva.
Funziona per chi ha una riduzione uditiva. Funziona anche per chi non ha l'italiano come prima lingua, per chi ha una protesi acustica in un ambiente rumoroso, e per chiunque debba ricordarsi a casa cosa gli è stato detto.